Presentazione

drodesera > centrale fies 2006
l'arroganza della metamorfosi

L’umano.
Il ciclo vitale, l’abbandono dell’infanzia, la perdita di qualcosa che fino a lì ci ha accompagnati. L’adolescenza come rito, come passaggio attraverso e nel tempo che si colma di istinto, di pura emozione: culmine del momento creativo e distruttivo.
Il vedersi cambiare.
Trasformazione che non ha mai fine con crudeltà dello sguardo e del sentire.
Il rischio e la tensione, il confuso e il nuovo, l’inizio di un cammino che è iniziazione verso il confronto col mondo. Verso altre età.
Viaggio dell’umano nell’umano in continua tensione verso l’età dei corpi d’oro.

Al teatro, con forme, modalità ed intenti diversi, si affaccia l’età più incredibile della vita, nella danza, fino alle nuove tecniche di mockumentary:
l’ adolescenza.
Ed è prorpio in questa età dai confini labili che spinge in avanti con impeto, a volte saltando con gli occhi chiusi, che oggi si trova una parte della creazione del teatro e della danza, che attua un processo di separazione da ciò che era prima, in nuovi rapporti con la dimensione corporea.
E così centrale fies 2006 non interrompe il cammino. Né la trasformazione. Come una creatura che cresce, si evolve, sperimenta, nella ricerca continua e nel cambiamento che non ha mai fine. E trova risposte dissacratorie, inquietanti, poetiche, violente, crudeli, leggere, scomode, tenere, criptiche e profonde come solo il sentimento al suo nascere.
Erna Ómarsdóttir e Jóhann Jóhannsson portano a Fies due opere: “IBM 1401 – a user’ s manual”, per mostrarci un intenso percorso di movimento violento di energia in metamorfosi in una metafora dell’età inquieta, che affascina e stordisce, per poi trasformarsi in interesse e tema reale nello spettacolo “The mysteries of love" (prima nazionale). Dove con “…un approccio sociologico e antropologico alle dinamiche adolescenziali, esplora le bande femminili, le api regine, la stigmatizzazione sociale e l’ordine nelle sfere adolescenziali". Film come Blue Velvet e innumerevoli film horror mostrano manifestazioni del lato oscuro dei giovani, la perdita dell’innocenza, delle verginità, la scoperta di emozioni profondamente ambivalenti e conflittuali. Una mistura eminentemente islandese di horror, bellezza, pathos e ironia in un progetto che coinvolge testi, film e temi connessi all’adolescenza” (Erna Ómarsdóttir). A concludere questa piccola personale un’altra prima nazionale “Offæt” di Erna Ómarsdóttir e Damien Jalet.
Un’altra importante prima nazionale che nasce da riflessioni su questo speciale momento dell’essere sarà l’ultima opera di
Fanny & Alexander , “Heliogabalus“ che riflettono su uno sguardo adolescente e su un’immaginazione ed una identità equivoche: “dunque parleremo di una nuova attitudine, l’adolescenza dello sguardo…. che è impreciso rispetto ad un mito. Abbiamo immaginato un adolescente nella sua camera, che desidera questo incontro con il mito, la lotta dell’atleta di dio. E’ del tutto solo, Varius Solitarius, il suo sguardo si rivolge a se stesso, verso il suo proprio corpo che si autoproduce: è uno sguardo dinamoforo e uno sguardo narcisistico” ( Luigi De Angelis ) Opera, questa dei Fanny & Alexander, che trova un suo completamento ideale con una “Mostra fotografica itinerante di reperti e icone imperiali (118 d.C. - 2006 d.C. ca.)” di Enrico Fedrigoli e nelle “Conferenze personalfilologicodrammatiche con implicazioni” a cura dell'archeologo Oflodor Inittehccas, e in una video installazione “Habemus Papam”: casting alla ricerca di un volto e di un corpo per l'adolescente Heliogabalus che regnò dai 14 ai 18 anni.
A varcare questa affascinante e pericolosa soglia dell’età più enigmatica anche il progetto speciale del filmmaker
Gerardo Lamattina, un Mockumentary ,“websuicide.com” , nato da un laboratorio con adolescenti dai 15 ai 18 anni, che diventerà istallazione creata apposiamente per la centrale di Fies, reale seduta di fronte al lato oscuro dei teen-ager.
Per la prima volta al festival la compagnia trentina
Teatrincorso presenta uno spettacolo che affronta la fiaba buia che si ripete: con “Barbablù-come un piccolo animale senz’anima”, mette in scena figure di ragazzi bloccati in una adolescenza senza fine, né adulti né bambini, fermi, imprigionati nel buio di una assenza, quella di Gilles de Rais, che li domina senza pietà.

Opere di teatro, danza e video art legate da un forte interesse per quel momento della vita dove tutto prende e cambia forma: in scena e sullo schermo l’età inquieta.
Ma l’adolescenza è anche età che si rispecchia nella ricerca dei nostri artisti, costantemente in tensione verso la scoperta delle potenzialità umane, in una prova continua che attraversa il rischio come fosse un rito di iniziazione, e allora la danza diventa qualcosa di più, diviene Mutazione del movimento, slegata da stereotipi e clichè:
la
Compagnia Virgilio Sieni “FIVE DREAMS mi difenderò 06“…Figure indeterminate che si avventano nello spazio chiuso di una stanza, simboli momentanei dell’offesa e del potere, ma anche emblemi della durata: un movimento costante li unisce nella distanza, formandosi reciprocamente nel tempo esatto del dittico, tempo definito dal quale scaturisce l’iconografia finale di ogni quadro, il segno terminale, il compimento di un percorso fisico di segni” ( Virgilio Sieni ). La compagnia sarà presente anche con lo spettacolo “Osso II”, una bolla temporale dove il rispecchiarsi delle generazioni si rivela nell’eco che unisce i movimenti del figlio a quelli del padre, nell’apparire di segni che affiorano da un archivio privato.
E poi ancora
Sonia Brunelli con “Doma” dove “il rigore stilistico a cui aderisce abbandona la rappresentazione mimetica dell’esercizio attraverso un dominio, un controllo distillato dei singoli pezzi, arti animati e la figura si presenta divisa, frazionata, separata in parti…” ( Sonia Brunelli ).
Presenta sempre un trasformarsi ma dell'orizzonte ottico, dello sguardo e del vedere la compagnia
ORTOGRAPHE “Orthographe de la Physionomie en Mouvement - Spettacolo per camera ottica”.
E così anche
Motus con “Rumore Rosa” e “Piccoli episodi di fascismo quotidiano” fanno subire agli anomali testi teatrali-cinematografici Le lacrime amare di Petra von Kant (1972) e Pre-paradise sorry now (1969) di Rainer Werner Fassbinder, un mutamento biologico che ne conserva le tracce ma che è già qualcosa di completamente cambiato: come in un’immagine diversa del sé.
Anche il
Teatro Valdoca gioca con la forma che muta e “Misterioso Concerto” ne è la prova,e la Compagnia Abbondanza/ Bertoni in “Prova d’assolo davanti al pubblico”, metterà solo la sua prima danzatrice in scena, Antonella Bertoni , dando ancora prova di una modalità di lavoro sempre rinnovata, all’interno di un cambiamento che non scardina, ma che costruisce, nell’approfondire, le sfaccettature di una identità complessa che muta ma senza mai tradirne l’essenza: il momento magico della creazione e dell’evoluzione, energica e spinta verso il mistero.
Presenti quest’anno anche le Nuove Generazioni, nate dalle più affermate e importanti realtà teatrali italiane: dalla formazione e dalla disciplina della Societas Raffaello Sanzio, la
STOA- scuola di movimento della Socìetas Raffaello Sanzio con “Ballo Individuale in circostanze costrette”.
Dalla protezione e il sostegno del Teatro Valdoca
Officina Valdoca con uno spettacolo di Vincenzo Schino “Opera”.
Dal concorso Premio Scenario 2005,
Teatro Sotterraneo con “11/10 in apnea”.

Ed è nell’accompagnare tutte queste compagnie e questi artisti speciali che Fies risiede nella tensione verso ciò che diventerà.
Centrale nelle sue alterazioni, nel mutare che spinge in avanti mentre si guarda cambiare, modificazioni che arrivano fino ad ospitare qualcosa di nuovo, che prima non apparteneva al suo corpo, inquieta nel muoversi, come l’età, svela un qualcosa che prima non c’era:
per la prima volta ospiterà nelle sue sale il lavoro di
Rodrigo García/La Carniceria Teatro con “La historia de Ronald el payaso de macdonals “, Marta Galan e Santiago Maravilla “Lola“, Michèle Anne De Mey con “12 Easy Waltzes” (al Festival Oriente Occidente di Rovereto con lo spettacolo “Sinfonia eroica” venerdì 1 settembre), Paola Bianchi con l'anteprima di “Corpus Hominis”, riflessione sul corpo come luogo in cui si inscrivono i rapporti di dominio e di subordinazione, lavoro in cui per la prima volta Paola si misura con il corpo maschile sulla scena; e la terza e quarta tappa del progetto Odissea dell'immobilità “Kytos – in potere”, e “Chrónoshomo”.

Cosa sei? – gli chiedo. E quello non risponde.
Cosa fai? – insisto. E lui si guarda intorno.
Cosa vorresti fare, allora – rilancio.
Cosa voglio non so – dice – ma so che potrei fare tutto.

C’è potere, verbo, e c’è il potere, sostantivo. L’adolescenza è verbo, potere all’infinito. Infinito potere nemico del potere.
Chi ha il potere fa quello che vuole. Chi può fa tutto o niente, imprevedibile a se stesso come al mondo. Punto interrogativo, tormento del potere che ha bisogno di ruoli e certezze per il suo esercizio.
Adolescenza è un work in progress.
Un po' come drodesera > centrale fies, che se gli chiedi "cosa farai da grande" continuerà a risponderti "boh, ma potrei fare di tutto".
E continuare a stupirti ancora.


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