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Immagini degli allestimenti spettacolo
Compagnia Tardito Rendina: Creazione

La Compagnia Tardito Rendina ha allestito lo spettacolo "Creazione" negli spazi della Centrale Idroelettrica di Fies nei mesi di settembre e ottobre 2004.

A seguire il testo di presentazione dello spettacolo, tratto da: http://www.comune.torino.it

Creazione
da un’idea di Federica Tardito.
Di e con Aldo Rendina, Federica Tardito, Riccardo Maffiotti.

Vita-dramma -smascherarsi
Siamo partiti dal desiderio di confrontarci e riconoscere in noi i meccanismi che mettiamo in atto per farci amare e che spesso sconfinano nella messa in scena di un dramma che si ripete e si ripete... Per fare questo ci siamo resi conto che dovevamo imparare a riconoscere le idee che abbiamo su di noi non aderendo al giudizio.
Il corpo-le idee
Dunque ci siamo allenati a trasformarci, ad allargare i nostri confini, a non identificarci con la forma. Se ti identifichi con l’emozione, se ti lasci prendere da un’idea, cioè da quel sentimento che è puramente mentale, il pericolo è di farti costringere, in senso proprio di stringere con. Se lasci accadere ciò, si riduce moltissimo lo spazio, anche quello corporeo, ed è una sensazione che assolutamente non aiuta a liberare. Per agire abbiamo bisogno di spazio.
Idee-corpo-giudizio frenante-paura
Ad un certo amaro punto del lavoro ci siamo accorti che eravamo partiti da un’idea e che tale era rimasta, dunque come rendere concreto il nostro anelito? Abbiamo capito che era necessario relazionarci con un pubblico in quel momento invisibile e metterci nelle concrete condizioni di agire uno smascheramento: “vengo qui davanti e vi faccio vedere che Io, Io, Io, Io costruisco ed alimento la menzogna...”
Vero-finto
Un viaggio in continuo bilico
Abbiamo cercato di stare con quello che c’era essendo "i creatori e le creature", "i testimoni e le testimoninze". Allo stesso tempo dovevamo mettere in moto un nostro meccanismo rendendolo visibile all’esterno, attivando tutte le nostre energie al solo fine di farci amare.
Durante il lavoro per comodità di linguaggio abbiamo utilizzato il termine Povero Piccolo Me quella parte di noi che non si sentirà mai amata abbastanza e quindi farà di tutto per esserlo.
Più mi sento nessuno e più mi do da fare per dimostrare il contrario... più cado e più voglio ricadere... più urlo e più voglio urlare...
Ci sembra allora fantastico svelarlo pubblicamente in quanto contiene una forte possibilità di trasformarsi in un ridicolo dramma.
Per poterci addentrare nelle nostre zone d’ombra abbiamo dovuto accendere più volte la luce scegliendo la via dell’umorismo salvatore.
Stiamo scrivendo questi pensieri ad un metro e mezzo dal debutto, consapevoli di avere chiara la teoria e possedere meno la trasmissione nella pratica.
Ora ci buttiamo veniteci a salvare!!! Aldo, Federica e Riccardo.

Un ringraziamento particolare a Marina Borruso
Un nuova produzione Compagnia Tardito-Rendina, in coproduzione con Torinodanza, Drodesera>Centrale Fies