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fies


Motus: intervista

Intervista
realizzata il 29 luglio 2004.

L'intervista é in forma testuale e video. Il video è disponibile in formato Windows Media Player.

Intervista video: (Perchè Pasolini? cosa vi ha portato a costruire uno spettacolo su questo scritto di Pasolini?)

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Intervista in forma integrale

... Perchè Pasolini, cosa vi ha portato a costruire uno spettacolo su questo scritto di Pasolini?
(..) Pasolini è sempre stato un riferimento fondamentale fin da quando abbiamo iniziato a fare teatro; lo abbiamo sempre studiato e letto tantissimo. Siamo però arrivati alla decisione di lavorare su Pasolini, e su un certo Pasolini, immediatamente dopo il progetto "Rooms".
Già con "Twin Rooms" avevamo iniziato a fare questa riflessione sulla borghesia (attraverso lo sguardo di De Lillo) però ci interessava continuare a parlare e a riflettere sul nostro essere qui ed ora borghesi.
"tanto lo siamo tutti inevitabilmente…” è questa una delle affermazioni che Pasolini ha fatto negli anni sessanta ed è stata anche quella che ci ha fatto decidere di lavorare su quel certo Pasolini che non parla del proletariato, del popolo, perchè anche lui tristemente dichiara, che “il popolo non esiste più e che siamo tutti borghesi; anche il comunista è borghese…” quindi decide di scrivere un romanzo e fare un film come Teorema che si distacca completamente dalla sua posizione precedente.
Noi abbiamo deciso di partire proprio da “Teorema” e poi occuparci di tutte le altre opere in cui Pasolini ha scritto della borghesia come “Porcile”; un testo teatrale “Appunti per un film su San Paolo” e poi soprattutto “Petrolio” che è un'opera inconpiuta dove il protagonista è questo Ing. Carlo dell'Eni, che descrive con una esplicatezza assoluta questo romanzo.
Purtroppo è un'opera straordinaria, incompiuta, ma ha già una struttura molto complessa e stratificata non certamente una struttura lineare.
Tutti questi elementi sono entrati poi a fare parte di un progetto che si è sviluppato in due fasi: lo studio che abbiamo presentato ieri a Fies, il quale non è un vero e proprio spettacolo teatrale ma è più un materiale di primo nostro approccio a Pasolini. In secondo luogo “Come un cane senza padrone” ( il titolo proviene da "poesia in forma di rosa") conseguente al lavoro fatto in Francia "l'Ospite" che invece è ispirato proprio al romanzo “Teorema".

Ci interessava mettere in confronto anche quello che erano i due Pasolini, quello del fine anni sessanta dei movimenti e poi il Pasolini degli anni settanta, dell'Italia caduta, in un altro contesto in un'altra atmosfera in un'altra pesantezza.
Il rapporto che c'è proprio tra questi due nostri lavori, "Come un cane senza padrone" e "L'ospite" sta proprio nel far guadare questi due decenni, come se fossero ad uno specchio dove si confrontano fra di loro e si mettono anche a nudo in modo diverso e soprattutto con possibilità di soluzione diversa, una soluzione sadiana degli anni settanta ed una soluzione un pò più possibilista e speranzosa degli anni sessanta.


Intervista video: (Una battuta sul vostro ritorno a Fies?)

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Intervista in forma integrale

... Una battuta sul vostro ritorno a Fies?
... Questo festival credo sia importante per diversi motivi : prima di tutto perché riesce, essendo strutturato in un unico luogo, a far incontrare chi lavora con chi guarda con chi lavora all’interno della struttura… c'è veramente una bellissima atmosfera di comunione e confronto e comunicazione che è difficile trovare nei festival nelle situazioni così di passaggio, a volte queste diventano delle vetrine dove arrivi e te ne vai senza aver conosciuto nessuno.
Mi piace molto, ovviamente, il luogo fisico e sono contento che si stiano aprendo nuovi spazi per poter avere anche un teatro diverso che non è solo un palcoscenico.
Come si è potuto vedere qui l'esigenza prima è stata quella di costruire un palco per allestire questa grande sala, poi tutti questi luoghi attorno stanno dando linfa al festival e credo che sarà molto importante, per il futuro, aver la possibilità di confrontarsi non soltanto nel modo canonico.

... è soluzione fondamentale, avere due luoghi per spettacoli grandi e poi questa flessibilità nell'ospitare tanti formati diversi. Quello che stupisce del pubblico è la quantità di persone interessate al teatro che cononsce e lo desidera.
Vi è una enorme diversità tra gli spettacoli presentati, tra le scelte artistiche questo è molto interessante e anche curioso perchè mette il pubblico a contatto con spettacoli molto diversi quasi opposti pur essendo sempre anche su ambito di ricerca, ma è utile perchè mostra quante possibilità ha la rappresentazione.