DRODESERA 2010 TRAILER PROGRAMMA BOOKLET B-FIES PARTNERS INFO STAFF



CODICE IVAN
GMGS / (lasci)AMO TUTTO

Venerdì 30 luglio / h 20.00 – 24.00
Sabato 31 luglio / h 20.00 – 00.30
Forgia
durata 35 minuti



creazione collettiva Codice Ivan
di e con Anna Destefanis, Leonardo Mazzi, Benno Steinegger
produzione Codice Ivan
coproduzione Contemporanea Colline Festival Prato, Centrale Fies, FAF
in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Prospettiva
residenze creative Centrale Fies, FAF
cura e promozione Centrale Fies

(si)AMO stati ALL'INIZIO, in un gioco perverso di aspettative. Ho provato a mangiare una banana ma non è servito...non sono una scimmia. Quindi ci siamo detti (andi)AMO AVANTI e ci siamo persi a(f)fondo alla caverna, facendo esperienza della felicità. Ma mi è sfuggito il significato. Ci siamo persi fuori da noi, abbiamo ballato sui nostri stessi confini, ci siamo espansi, dilatati, sfiorati, ritratti, abbiamo tentato di stare il più a lungo possibile nell'intensità, poi siamo fuggiti altrove...ora siamo sfiniti, abbiamo bisogno di proteggerci. Mi rubi l'anima...E’ ancora una volta una questione di libertà e io voglio bastare a me stesso, coltivare il senso della distanza, imparare a godere nel poter disporre di me. (lasci)AMO TUTTO è un paradosso? Il vuoto che permette il pieno? la pausa prima del respiro? E poi rimangono le stesse domande: tu cosa mi dai di te…ed io come mi voglio, e cosa so di te? E tu come stai? Sei felice? Quanto ti allontani da te per sentirti te stesso? Contro chi lotti oggi?

(lasci)AMO TUTTO è dopo (si)AMO ALL’INIZIO e (andi)AMO AVANTI, il terzo tentativo del progetto GIVE ME MONEY GIVE ME SEX, give me coffee and cigarettes_?

Foto residenza, giugno 2010 (b-fies.it)


CODICE IVAN
TANK-TALK
(progetto per un’azione urbana collettiva)

video performance

Da Venerdì 23 a Sabato 31 luglio
Ponte di Controllo




Qualcuno, con piccoli passi simili ad una danza, ha fermato un convoglio di tank, è salito sul carro armato, ha cercato di trovare uno spiraglio oltre la corazza; ha provato a parlare con chi era alla guida. Ha cercato l’uomo dietro alla macchina. Comunque.

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Rivolta.

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Le parole si consumano, si contraffanno, si logorano, come i concetti. Perdono e mutano il proprio valore semantico. Così parlare di rivolta apre ad uno spazio di possibilità e interpretazione nuova. Rivolgere, girare, prendere nuove strade o interferire su quelle, almeno in apparenza, già tracciate. Ma allora, oggi, il termine rivolta quale spazio definisce? Cosa ci fa comprendere e da cosa si distingue?
Forse la rivolta è ormai un atto individuale. Una questione personale. L’intimità di una presa di posizione, di un tentativo di dialogo o di scontro con il mondo, con un carro armato che avanza.

E poi, una volta conquistata l’attenzione, cosa dire?

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Ripartiamo da qui. Un performer, vestito come l’uomo di piazza Tien'anmen, cercherà di fermare cose e persone che procedono seguendo traiettorie proprie; cercherà di ripetere gli stessi passi che nel 1989 hanno permesso ad un uomo di fermare una colonna di tank; cercherà di avere uno scambio umano, un dialogo; proverà a ricominciare a dire qualcosa, a farsi ascoltare a sussurrare o a gridare qualcosa all’orecchio di qualcuno.

www.codiceivan.com