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SOTTERRANEO: BE NORMAL! (Daimon Project 2013)
2013 / 50 min.
productions / SOTTERRANEO


EN

concept e regia/concept and direction Sotterraneo
in scena/on stage Sara Bonaventura, Claudio Cirri
scrittura/dramaturgy Daniele Villa
luci/lights Marco Santambrogio
consulenza costumi/costume advice Laura Dondoli, Sofia Vannini
grafica/graphics Massimiliano Mati
produzione/production Sotterraneo
co-produzione/co-production Associazione Teatrale Pistoiese, Centrale Fies
sostegno al progetto/with the support of BE Festival (Birmingham), OperaEstate Festival, Regione Toscana
residenze/residences Centrale Fies (TN), Associazione Teatrale Pistoiese (PT), Warwick Arts Centre (Co, UK)
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory/Teatro Sotterraneo is part of Fies Factory project

Cosa fai per vivere? Ho visto le migliori menti della mia generazione domandarsi se ti pagano, quanto, quante ore al giorno lo fai, per quanto ancora pensi di farlo, lo fai perché senti di doverlo fare o lo devi fare per soldi? Ho visto le migliori menti della mia generazione perdersi e lasciar perdere. Ho visto le migliori menti e anche le peggiori guardare dritto negli occhi il proprio daimon e sparargli, tanto che me faccio. Se dovessimo fare uno spettacolo teatrale parlerebbe di questo, ci sarebbero due attori più o meno trentenni, un maschio e una femmina, sarebbero italiani, persone comuni, e dovrebbero farsi un gran culo sulla scena, provare in ogni modo a fare non si sa bene cosa, il pubblico dovrebbe provare pietà per loro, poi per se stesso, poi tutto andrebbe sempre peggio, sarebbe un disastro, e forse potremmo farla per sempre finita con la domanda “Certo, teatro – ma di lavoro?”

www.teatrosotterraneo.it


EN

What do you do for living? I saw the best minds of my generation wonder if they are paid, how much, how many hours per day, how long are you going to work, do you do it because you feel the need or do you do it for money? I saw the best minds of my generation get lost and let it go. I saw the best minds and also the worst look straight in the eyes their daimon and shoot at them, do I need it for what? If we were to make a play it will talk about that, there would be more or less two thirty-years old actors, a male and a female, they would be Italians, ordinary people, and should work a lot on the scene, trying in every way to make no one knows what and the audience should feel pity for them, then for himself, then everything would be getting worse, it would be a disaster, and maybe we could forever ended with the question "Of course, theater - but working?"

www.teatrosotterraneo.it











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