XXXVII ed. Drodesera
Supercontinent

#IndigenousRights #RefugeeRights #HumanRights #RobotRights #ArtistsRights
Festival 2017




Supercontinent è un ecosistema da esplorare dove la complessità non viene letta come disvalore che ne allontana una lettura collettiva, ma permette invece di trattare tematiche o necessità attuali senza dimenticare la potenza della ricerca che sta nel mezzo, nella pratica artistica che genera addizioni e sottrazioni, per farsi segno e presentarsi al pubblico senza rinunciare a immaginare nuove destinazioni a cui approdare.

Lasciare o attraversare la soglia dei tempi, scoprirne, al di là, territori e destinazioni altre, fatte non solo di paesaggi, ma di ciò di cui siamo fatti, così come camminare tra territori sconosciuti e lontani che il nostro passaggio, coatto o voluto, ricuce perché lascia tracce ripercorribili, ridefinisce le forme di una nuova Pangea.

Nel Supercontinent/Pangea possiamo ampliare senso di marcia, direzioni e finalmente prendere le distanze dalla parzialità delle cose, dalla semplificazione, dal giudizio definitivo che non ammette cambi di prospettiva. Supercontinent è un territorio nel quale è necessario lasciare le certezze, dove non basta studiare ciò che è già stato scritto perché non sarà più possibile vivere di rendita del sapere, perché ne andrà costruito di nuovo, con metodologie sconosciute atte ad aprire nuove tratte, riunire ambiti, pratiche artistiche e, a volte, persino continenti in una nuova pangea.

Nuove piccole salvezze finiscono per nascere dagli incroci di traiettorie, di umani, di storie e di discipline, in un accrescere di biodiversità capaci di formare ecosistemi integrati di scambio, dando vita a molteplici risorse genetiche a determinare lo scenario, a preservarne la continuazione delle specie.


Supercontinent is an ecosystem that has to be explored, where complexity is not read as a disadvantage that inhibits a collective reading, but instead allows us to deal with present themes or needs not forgetting the power of the research that lies in the middle, in the artistic practice that generates additions and subtractions, becoming a sign and presenting itself to the public without giving up on imagining new possible destinations.

Leaving or crossing the threshold of time; discovering new territories and destinations, not only made of landscapes but also of the same matter we are made of; walking between unknown and far-off territories repaired by our passage, may it be coerced or desired, because it leaves walk able traces: all of that redefines the forms of a new Pangea.

In Supercontinent / Pangea we can widen the direction of travel, and finally distance ourselves from the partiality of things, from simplification and from a definitive judgment that does not allow a change of perspectives. Supercontinent is a territory where all certainties must be abandoned, where studying what has already been written is not enough, where coasting is no longer possible. Knowledge has to be built through new methodologies that will open new tracks and will reunite fields, artistic practices and sometimes even continents in a new pangea.

New small forms of salvation arise from the crossroads of trajectories, humans, stories and disciplines, increasing biodiversities capable of forming integrated exchange ecosystems, spawning multiple genetic resources that will define the scenario and preserve the continuity of the species.





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