Rima Najdi
Think much. Cry much.

data / date 27.07
ora / time h. 23.15
luogo / place Forgia
durata / duration 70’



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ideazione e realizzazione - concept and realization Rima Najdi
drammaturgia - dramaturgy Nadine Vollmer
direttore tecnico - technical director Federico Nitti
musica e disegno sonoro – music and sound design Farahnaz Hatam & Colin Hacklander
graphic design Maria Kassab
direttore di produzione – production manager Sigurdur Finnsson
coproduzione – coproduction Baltic Circle Festival, SAAL Biennaal Festival, SPIELART Festival München, Bunker Ljubljana (Drugajanje festival), Centrale Fies Art Work Space in collaborazione con-in collaboration with Dialoghi Residenze delle arti performative a Villa Manin/CSS Udine (IT)

“OK. Vabbè. Siamo solo romanticamente anti-politici riguardo l’attuale realtà sociale. Non siamo responsabili per la politica. Siamo il generale antagonismo alla politica che incombe sopra ogni tentativo di politicizzare, ogni imposizione di autogoverno, ogni sovrana decisione e la sua degradata miniaturizzazione, ogni stato d’emergenza e casa-dolce-casa.”
The Undercommons
Stefano Harney & Fred Moten

Benvenuto a Think Much. Cry Much.
Una performance che non cambierà la tua vita.
Per la tua sicurezza, quest’opera non presenterà rifugiati né proverà a creare empatia verso di loro o i richiedenti asilo. Per la tua sicurezza, quest’opera non proverà a raggiungere una comprensione della sofferenza umana. Non spiegherà il terrorismo, l’Islam o le molestie sessuali in luoghi pubblici.
Quest’opera ti lascerà a tuo agio, così non farai l’esperienza di un rifugiato che attraversa un confine. Non ti sentirai per niente come un rifugiato. Quest’opera non creerà un’emergenza, quindi non spiegherà o proporrà una soluzione per la ‘crisi dei rifugiati’. Anzi non menzionerà la parola ‘crisi’ in nessun modo.
Quest’opera ti aiuterà lavorando sui rituali dei confini, sul loro corpo sonoro, affrontandoli come un concetto. Quest’opera spiegherà come tutti noi siamo responsabili dei confini.
Benvenuto sulle linee di confine e sui bordi.
Benvenuto a Think Much. Cry Much.

Rima Najdi è un'artista con base a Berlino. Il suo lavoro occupa e (ri)negozia gli spazi interstiziali. Si aggrappa ai modi in cui l'identità è costruita e percepita, concentrandosi sull'esperienza vissuta del corpo. Rima è interessata alla vulnerabilità del corpo in relazione ai tropismi politici di genere, della sicurezza, della mobilità e della rappresentazione.
“OK. Vabbé. Siamo solo romanticamente anti-politici riguardo l’attuale realtà sociale. Non siamo responsabili per la politica” (The Undercommons).

Realizzato nell’ambito del progetto Urban Heat, finanziato dal programma europeo Europa Creativa.

Web Site


“OK. Whatever. We're just anti-politically romantic about actually existing social life. We aren't responsible for politics. We are the general antagonism to politics looming outside every attempt to politicize, every
imposition of self governance, every sovereign decision and its degraded miniature, every emergent state and home sweet home."
The Undercommons
Stefano Harney & Fred Moten

Welcome to Think Much. Cry Much.
A performance piece that will not change your life.
For your safety, this piece will not represent refugees, or try to create empathy towards refugees and
asylum seekers. For your security, this piece will not attempt to reach an understanding of human
suffering. It will not explain terrorism, Islam or sexual harassment in public spaces.
This piece will work to keep you comfortable, so that you don’t go through the experience of a
refugee crossing a border. You won’t feel like a refugee at all. This piece will not create an emergency,
so it will not explain or offer a solution for the refugee ‘crisis’. It will not mention the word ‘crisis’ at
all.
This piece will assist you by working on border rituals, to understand borders as a construct, and on
the sound body of the borders. This piece will explain how we are all responsible for borders.
Welcome to borderlines and boundaries.
Welcome to Think Much. Cry Much.

Rima Najdi is a Berlin-based performance artist. Her work occupies and (re)negotiates in-between spaces. She grapples with the ways in which identity is constructed and perceived, focusing on the lived experience of the body. She is interested in the vulnerability of the body in relation to the politicized tropes of gender, safety, mobility and representation.

Realised in the framework of Urban Heat project, co-funded by the Creative Europe Programme of EU.







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