drodesera XXXVIII edizione
S U P E R C O N T I N E N T ²

NEL _SUPERCONTINENT _PUOI _MONTARE _UNA _TENDA _PER _LA _NOTTE _NEL _DESERTO_E_ USCENDO_ AL _MATTINO_ RITROVARTI _SULLA CIMA DELLA MONTAGNA.


CENTRALE FIES, DRO (TN)

12 GIUGNO PREVIEW
Curon / Graun _teatro musicale
OHT | Office for a Human Theatre + ORCHESTRA HAYDN ORCHESTER
musica di Arvo Pärt
 
7 LUGLIO OPENING EXHIBIT
Giovanni Morbin _mostra antologica + performance “A perdifiato”
a cura di Denis Isaia
il 29 GIUGNO l’artista Giovanni Morbin presenterà Il giro del Mondo con partenza da fermo (Movimento con passo falso) alla presenza di pubblico e stampa. 
 
20_28 LUGLIO FESTIVAL
Direzione artistica Barbara Boninsegna, co-curatela Filippo Andreatta
dal 20 al 23 luglio Live Works performance act awards Vol.6
a cura di Barbara Boninsegna, Daniel Blanga Gubbay, Simone Frangi
 
Performer, artisti, filosofi, curatori, sound designer, architetti, ricercatori, registi in procinto di riappropriarsi tanto delle tradizioni e dei simboli quanto del proprio futuro, aprendo nuove visioni, cambiando posto alle cose, producendo biodiversità e complessità di segno, di contenuto, di nuovi sguardi in nuove terre compiendo atti sciamanici.
 
MARCO D’AGOSTIN (IT), LOTTE VAN DEN BERG (NL), JORDI COLOMER (ES), COSMESI (IT), DEWEY DELL (IT), PHILIPP GEHMACHER (AT) HALORY GOERGER + ANTOINE DEFOORT / AMICALE DE PRODUCTION (BE/FR), THEA HJELMELAND (NO), JACOPO JENNA (IT), GERALD KURDIAN (FR), KRISTINA NORMAN (EE) OHT + ORCHESTRA HAYDN ORCHESTER (IT), TIAGO RODRIGUES / TEATRO NACIONAL D. MARIA II (PT), UROK SHIRHAN (IQ/NL) ALMA SÖDERBERG + HENDRIK WILLEKENS (SE/BE), JOHN THE HOUSEBAND (SE), SOTTERRANEO (IT), SARAH VANHEE / CAMPO (BE), DRIES VERHOEVEN (NL), EMANUELE COCCIA (IT), UGO MORELLI (IT), FILIPPO MINELLI (IT), LUCA RUALI + NICOLA DI CROCE (IT)
 
LIVE WORKS
selected artists: Christian Botale Molebo (RDC), Reza Mirabi (IN), Ursula Mayer (AT), Rodrigo Batista de Oliveira (BR) , Beto Shwafaty (BR), Ely Daou (LB), Phumulani Ntuli (ZA), Michele Rizzo (IT), Judith Raum (DE), Nyakallo Maleke (ZA), Anne-Lise Le Gac (FR), Cinthia de Levie (AR)
guest performers: MARIA HASSABI (CY), LINA LAPELYTÉ (LT), MARIO MIELI (IT), GIOVANNI MORBIN (IT), SLAVS&TATARS


S U P E R C O N T I N E N T ²
 
Abbiamo abitato per un anno intero il Supercontinent. L’abbiamo abitato senza stare mai fermi, in modo che nessun confine passasse dall’immaginazione alla realtà, ma si creasse e si sciogliesse a seconda dell’incedere. Sostando nei rifugi, nel sentire, nell’immaginare un altrove, la terra sotto di noi si è mossa cambiando scenario ancora una volta.

Nel Supercontinent puoi montare una tenda per la notte nel deserto e uscendo al mattino ritrovarti sulla cima della montagna.

Abbiamo attraversato, scoperto, nutrito, mutato, abbandonato ogni luogo di questa nuova Pangea. Abbiamo parlato lingue sconosciute che magicamente capivamo, intessuto relazioni con ogni cosa dalla più piccola alla più grande, siamo diventati animali, piante e poi arcipelaghi.
Ci siamo trovati a comunicare con qualsiasi mezzo cavalcando le diverse velocità. Siamo stati soli e nella folla contemporaneamente, eremiti e tasselli attivatori di nuove comunità. Ci siamo avventurati oltre le montagne, al di là dei mari, delle buche e delle pietre. E poi ci siamo persi percorrendo le stesse strade. Ci siamo incontrati per caso, ci siamo cercati come fosse l’unica via possibile, siamo stati autoctoni e nello stesso tempo stranieri nel Supercontinent.
Quando ci siamo accorti che facevamo parte del paesaggio, nel saltare i recinti ci siamo ritrovati a percorrere una mappa come linea continua tra il fuori e il dentro, abbiamo assegnato toponimi come in una carte de tendre* a definire passioni, paure, desideri segreti, nature.

Da cosa è composto un paesaggio? Come si crea uno spazio dal nulla? Come si abita un’idea?
Una serialità inaspettata presente nel titolo (SUPERCONTINENT nel 2017) così come nella tematica alla quale non è certo bastata un’edizione per sviscerare e raccontare al pubblico:  la nascita di una nuova Pangea data dai movimenti geologici e dalle tratte migratorie così come dall’intrecciarsi delle discipline e delle arti. Una terra in espansione, in movimento perpetuo che non cessa di generare domande, ipotesi, spostamenti, incontri inaspettati.
Come si organizza lo spazio attorno a un centro propulsore di immaginari e pensieri liminali e laterali? Dove finiscono le narrazioni minori? I confini sono linee immaginarie, possono le nuove pratiche artistiche spostarli, ridefinirli, annullarli?
Si torna a ragionare sulla “forma festival”, un modo per inglobare nell’istituzione stessa una forma di rischio d’impresa solitamente lasciata all’esclusiva produzione artistica. In questo modo è Centrale Fies a diventare un progetto artistico: l’istituzione diventa una struttura porosa sia per l’influenza degli artisti sia per l’influenza del contesto culturale e viceversa. 
Quest'anno, il festival sarà  SUPERCONTINENT DUE.
Anzi, al quadrato.




CENTRALE FIES

IL GAVIALE società cooperativa
via Gramsci 13, 38074 Dro (TN)
CF e P. IVA: 01295630220, REA: TN – 128433
T. 0464/504700 / info@centralefies.it / info@pec.centralefies.it

web project by crushsite.it