Beto Shwafaty 
No fear of the raw (or), how to reverse one’s own gaze. Performed notes on the phantoms of wealth

data / date
22.07 h. 18.30, h. 19.30
luogo / place Forgia

LIVE WORKS performance act award VOL.6

La proposta di Beto Shwafaty si materializza come un formato ibrido tra performance scenica e filmica, il cui nucleo è il video Afastando el Pueblo, Fantasmas de la Riqueza (2016), diretto dallo stesso Shwafaty. Questo film è stato prodotto in dialogo con il movimento cinematografico della Pornomiséria, e in particolare con il film Agarrando el pueblo (The Vampires of Poverty), diretto nel 1977 da Luis Ospina e Carlos Mayolo. Riconnettendosi con la nozione di Pornomiseria, Shwafaty cerca di aggiornare e invertire lo statement artistico di Luis Ospina e Carlos Mayolo, concentrandosi su quelle promesse di nuova ricchezza che si sono diffuse nelle recenti rappresentazioni dei paesi dell'America Latina, favorendo una lettura del continente come un territorio nuovamente fiorente di meraviglie e ricchezza. Nella performance di Shwafaty, le idee di fame, esplorazione, produzione di immagini vengono fatte convergere per creare una riflessione con il pubblico sulle nozioni di vedere ed essere visto, sui valori che vengono creati nell'atto stesso di guardare qualcosa e i diversi regimi che sono in gioco nei nostri sguardi contemporanei.

Beto Shwafaty (1977, São Paulo) produce installazioni, video e oggetti scultorei usando una gamma eterogenea di materiali e metodologie, come il pensiero curatoriale, strategie istituzionali, criticismo e ricerca d’archivio per attivare differenti modalità di esposizione e situazioni discorsive. I suoi progetti si ispirano ai concetti di appropriazione, dislocazione e transazione, generando opere che si sviluppano nel corso di periodi di tempo prolungati. Il suo lavoro spesso si concentra sul modo in cui episodi storici possono lasciare tracce nella cultura e far risentire il loro eco negli oggetti, spazi e strutture socio-culturali, che di conseguenza producono significati e comportamenti condivisi pubblicamente. In questo senso, è interessato a soggetti connessi alla storia, socio-politica, architettura e design, considerandoli elementi narrativi e testimonianze che ci possono informare su aspetti differenti del nostro presente.

The proposal of Beto Shwafaty materializes as a hybrid format of lecture-staged-filmic-performance whose core is Shwafaty’s video Afastando el Pueblo, Fantasmas de la Riqueza (2016). This film was produced in dialogue with the cinematographic movement Pornomiséria, and particularly the movie Agarrando el pueblo (The Vampires of Poverty), directed in 1977 by Luis Ospina and Carlos Mayolo. In reconnecting with the notion of Pornomiseria, Shwafaty tries to update and reverse the statement made by Ospina and Mayolo, focusing on the promises of new wealth that spread over recent representations of Latin American countries, which fostered a renewal reading of the continent as a (again) flourishing territory of wonders and wealth. In the performance, hunger, exploration, image production are put together to create a reflection with the public about the notions of seeing and being seeing, about the values that are created in the very act of looking at something, the diverse regimes that are in game within our contemporary gazes.

Beto Shwafaty (1977, São Paulo) produces installations, videos and sculptural objects using a diverse array of materials and methodologies, such as curatorial thinking, institutional strategies, criticism and archival research to activate diverse types of exhibitionary and discursive situations. His projects are informed by the notions of appropriation, dislocations and translation, generating works that are developed over extended periods of time. In his practice, he often focuses on the way historical episodes can leave traces on culture and be echoed in objects, spaces and sociocultural structures, which by consequence produce publicly shared meanings and behaviors. In this sense, he has been interested in subjects linked to history, sociopolitics, architecture and design, assuming these as narrative elements and evidences that may inform us on diverse aspects our present time.



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