Judith Raum
Rock and Clay Improvisation

data / date
20.07 dalle/from h. 19.30 alle/to h. 22.15
luogo / place Mezzelune

LIVE WORKS performance act award VOL.6

Per Live Works, Judith Raum presenta una lecture performance sull'agente segreta britannica, storica e diplomatica Gertrude Bell (1884-1926) e la sua attività fotografica sul campo nella regione storicamente conosciuta come Mesopotamia. Bell aveva sviluppato sin da giovane una grande passione per le parti orientali dell'impero ottomano - oggi la Siria, la Giordania e l'Iraq - e l'Arabia. Parlava correntemente l'arabo e viaggiò in lungo e in largo per la regione, lasciandoci alla sua morte oltre 6000 fotografie. L’attività fotografica di Gertrude Bell non è mai stata analizzata. Le possibilità di movimento di Bell in Medio Oriente, come archeologa e donna europea, erano sostenute da una problematica intersezione di potenze e interessi coloniali. Tuttavia, se paragonato ai modi in cui i contemporanei di Bell usavano il mezzo fotografico nell’archeologia, il linguaggio scelto nella sua fotografia indica la sua disponibilità a lasciarsi avvicinare e influenzare da questi territori. Nel suo lavoro, Judith Raum pone allora le seguenti questioni: le fotografie di Bell sfidano il regime dello sguardo e il conformismo scientifico del tempo? In che modo queste fotografie riflettono sulla pratica visiva in generale?

Judith Raum (1977) è un’artista e autrice residente a Berlino. Ha studiato Belle Arti, così come Filosofia, Storia dell’Arte e Psicoanalisi a Francoforte sul Meno e a New York. I suoi dipinti, oggetti, testi, inseriti in lecture performance e installazioni, esaminano la tensione tra la ricerca storico-sociale e il desiderio artistico. Oltre all’attività espositiva, tiene spesso lezioni presso Accademie d’Arte in giro per l’Europa. Dal 2011 al 2013 è stata borsista della Scuola di Specializzazione per le Arti e le Scienze presso l’UdK Berlin. Nel 2015 è stata borsista presso Villa Romana a Firenze, Italia.

For Live Works, Judith Raum presents a lecture performance on British secret-agent, historian and diplomat Gertrude Bell (1884-1926) and her field photography in the region formerly knows as Mesopotamia. Early in her life Bell discovered the Eastern parts of the Ottoman Empire - nowadays Syria, Jordan and Iraq - as well as Arabia as her passion. She spoke Arabic fluently and travelled the region extensively, leaving more than 6000 photographs. Gertrude Bell’s photography has never been investigated. Bell’s movements in the Middle East as archaeologist and European woman were part of a problematic intersection of colonial powers and interests. Nevertheless, the language she chose in her photography indicates a readiness to get close up and let herself be affected, especially so when compared to ways in which Bell’s contemporaries in archaeology used the medium. The work of Judith Raum asks then : do her photographs challenge the regime of the gaze and the scientific conformism of the time? How do these photographs reflect on visual practice in general?

Judith Raum (1977) is a Berlin-based artist and author. She studied Fine Art, as well as Philosophy, Art History and Psychoanalysis in Frankfurt/Main and New York City. Her painting, objects and texts, combined into lecture performances and installations, explore the tension between social-historical research and artistic desire. Besides exhibiting, she frequently teaches at Art Academies across Europe. From 2011-2013, she was a fellow of the Graduate School for the Arts and Sciences at the UdK Berlin. In 2015, she was Villa Romana Fellow in Florence, Italy.



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