OHT | Office for a Human Theatre
CURON / GRAUN

data / date
12.06 h. 21.00
luogo / place Turbina 1
durata / duration 50’

CURON / GRAUN
spettacolo di / performance by
OHT | Office for a Human Theatre
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Orchester von Bozen und Trient
vincitore OPER.A 20.21 FRINGE

musica di / music by
Arvo Pärt
“Fratres” per quartetto d’archi / for string quartet
“Fratres” per archi e percussione / for strings and percussion
“Fratres” per violino, archi e percussione / for violin, strings and percussion
“Cantus in memoriam Benjamin Britten”
direzione musicale / music conductor
Stefano Ferrario

idea Filippo Andreatta e Paola Villani
regia / directing Filippo Andreatta
set-design Paola Villani
light-design William Trentini
riprese e montaggio video / video Armin Ferrari
assistenza allestimento /assistant set-up Massimiliano Rassu
produzione / production Laura Marinelli
collaborazione grafica / graphic collaboration Letizia Tempesta Filisetti
decorazione / decore Nadia Simeonkova, Silvano Brugnara

produzione / production Orchestra Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Orchester von Bozen und Trient
co-produzione / co-production OHT, Centrale Fies
con il supporto di / supported by Fondazione Caritro

Editore / editor Universal Edition AG
Rappresentante per l’Italia / Italian representative Casa Ricordi, Milano

OHT si confronta per la prima volta con il teatro musicale ispirandosi alla musica di Arvo Pärt e un ambiguo rapporto col paesaggio. In scena è ritratto un paese affogato, dove il suono della campana -tipico dello stile tintinnabuli di Pärt fa emergere con veemenza le forze invisibili del paesaggio alpino. Lo spettacolo parte dai rintocchi fantasmi del campanile del lago di Resia per congiungere lo spettatore a una rinnovata struttura narrativa del teatro musicale. Una narrazione rallentata, i cui parametri non sono familiari e rientrano nel dominio del sacro caratteristici del compositore estone e che invitano il pubblico ad adottare nuovi criteri rispetto a quelli generalmente accettati e conosciuti. Così l’evacuazione coatta del piccolo paese di Curon diventa l’espediente narrativo per riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda, quella di comunicare attraverso l’immobilità e il silenzio.

Sperando che Google non possa rispondere a tutto, OHT esplora la realtà e la sua rappresentazione senza limiti di forma, genere e sentimenti.

Web Site


OHT ventures into Music Theatre for the first time inspired by Arvo Pärt’s compositions and an ambiguous relationship with landscape. On stage, it’s depicted a drowned village where the sound of the bell –a characteristic feature of Pärt’s tintinnabuli style/makes vehemently emerging the invisible forces of Alpine landscape.
Taking from the legend of the ghost rings from the campanile of the church, the show connects the audience with a renewed narration of Music Theatre. It’s a still narration; whose parameters aren’t familiar and belong to the domain of the holy and of the spiritual, typical of the Estonian composer. Hence, it’s an invitation to adopt new criteria than those usually accepted and known for Theatre. The forced evacuation of the tiny village of Curon becomes the narrative reason to reconcile Theatre with its deepest root, that one of communicating by means of stillness and silence.

Taking on from the wish that Google doesn’t answer to everything, OHT explores reality and its representation without limits of shape, genre and feelings.





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